Le storie che leggiAmo: saggezza e follia del narrare

120,00

ID SOFIA: 31840

Proposta di formazione e aggiornamento per insegnanti dell’Infanzia e della Primaria sulla letteratura dell’infanzia e sull’editoria di qualità, sulle strategie attive della lettura e sulla costruzione del libro.

30 disponibili

COD: 31840. Categoria:

Descrizione

Venerdì pomeriggio – Non trovo le parole. Nel sentiero degli Haiku

  • Introduzione alla letteratura per ragazzi.
  • La letteratura per ragazzi oggi: case editrici e proposte editoriali
  • La poesia per ragazzi nel panorama editoriale odierno
  • Esperienza poetica: l’haiku come strumento per fotografare nelle parole emozioni d’immagini. Metterò a disposizione la mia instax per fare fotografie e costruire haiku. Quindi faremo un quaderno nel quale custodire parole e immagini.

SABATO MATTINA– SCAVANDO SCOVIAMO

  •  Libri per ragazzi: cosa cercano i ragazzi e cosa cercano gli adulti
  • Leggiamo insieme: la fascinazione della narrazione
  • Noi siamo le storie: il potere dell’immedesimazione e lo sguardo dell’Altro
  • La storia: uno scavo stratigrafico (storyboard, incipit, plot, subplot, personaggi, rovesciamenti, l’importanza del finale)
  • Semi di storie: strumenti e tecniche per far crescere storie rigogliose

Sabato mattina – Scavando Scoviamo

  • Albi illustrati per adolescenti: potere alle immagini e alle emozioni
  • Leggiamo insieme: le immagini sono finestre che si aprono sul non esplicito
  • Albi illustrati: strumento d’inclusione per lettori fragili

Domenica – Guardando Oltre

  • Graphic novel: la nuova frontiera dei libri per ragazzi
  • Graphic Novel e classici: un’idea vincente
  • Restituzione del lavoro svolto

Non trovo le parole. Nel sentiero degli Haiku

L’haiku venne portato alla ribalta come forma poetica in Giappone da Matsuo Basho nel XVII secolo. L’haiku si compone di tre versi, un quinario, un settenario e un quinario, e tematicamente è legato alla parola Kigo, cioè agli elementi che caratterizzano la stagione nella quale il poeta si trova ad osservare la natura e a scrivere. È quindi nella natura che il poeta trova le parole per tradurre in immagini le emozione che questa stessa gli suscita, con l’immediatezza e la freschezza di un raggio di luce che si posa inconsapevole a illuminare le nostre profondità.
Nel laboratorio (se possibile, se c’è un giardino, un parco, anche solo uno sguardo sulla natura), guiderò i partecipanti a scrivere haiku, attraverso l’esperienza sensoriale di elementi che ci connettano alla natura, foglie, sassi, odori, foto. Con i ragazzi l’haiku diventa uno strumento potente, perché immediato, veloce, divertente e soprattutto legato all’emozione del momento e all’osservazione di ciò che li circonda. Dopo pochi tentativi, infatti, è possibile vedere come mettersi in relazione con la natura, ci connette alle emozioni che ci abitano e che possono essere tradotte in parole. Parole che diventano generative di altre parole, dando così la possibilità di lavorare anche sulla ricchezza di espressioni che la nostra lingua possiede per esprimere sottili sfumature di significato. I partecipanti potranno legare all’haiku un’immagine, un disegno, una foto, un segno, che rimanda a quell’esperienza.

 Scavando Scoviamo

Provengo da una formazione archeologica, ho imparato a conservare anche piccoli dettagli, pezzettini a volte insignificanti, ma che nella ricostruzione finale trovano sempre significato e posto. Le parole hanno per me lo stesso valore, lo stesso senso di un singolo frammento di ceramica, da cui ho imparato a ricostruire la forma intera e con essa la funzione.
La stessa cosa faremo con il caviardage 1 : una ricerca tra le parole che ricostruiranno la nostra personale stratigrafia umana e da cui possiamo far nascere contenuti poetici e nuove storie. Si tratta di un laboratorio che diverte molto le ragazze e i ragazzi, perché, dalla cancellazione di un testo, possono generarne un altro, perché dalla paura di scrivere la prima parola, possono sperimentare come nel caso dei caviardage le parole già esistono, e non solo sulla pagina, ma dentro di noi. Dobbiamo solo farle nostre e restituire loro il senso delle nostre emozioni. Inoltre la tecnica del caviardage è anche
metaforicamente molto interessante perché ci insegna che abbiamo delle radici di parole che crescono dentro di noi, pagina dopo pagina, e che tutti gli scrittori che ci hanno preceduto hanno utilizzato queste stesse parole, combinandole per restituire storie nuove.

L’origine della scrittura. Disegni di Segni

Da dove nasce la scrittura e perché? Esploreremo insieme la nascita della scrittura, quella cuneiforme e geroglifica, come storie di segni che hanno dato forma al pensiero e alla narrazione. Quindi andremo alla scoperta dei primi calligrammi sperimentati nella Grecia classica del IV-III sec. d.C. da Simia di Rodi e Teocrito, per arrivare a quelli di Appolinaire. Nella realizzazione di un calligramma la forma e la parola si fondono per dare vita a un componimento visivo, che restituisce il senso anche nel suo aspetto grafico e nel cambiamento del processo di lettura. Sperimenteremo insieme la scrittura di un calligramma
con le parole che abbiamo stratificato durante la mattina, cercando di dare forma visiva al nostro componimento. Anche questa è un’attività efficace da proporre ai giovani perché mescola arte visiva e scrittura, segno e disegno.

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